martedì 27 novembre 2012




forse il vero Pd è questo qui. Ovviamente, molto potrebbe ancora cambiare, al secondo turno se, come in ogni competizione simile, la partita fosse davvero aperta, e non si pretendesse (del tutto incomprensibilmente) di chiudere il recinto della partecipazione a chi ha già votato.” Con questo commento l'editorialista della Stampa di Torino si riferisce al partito che, dietro la forza tranquilla dell'usato sicuro di Bersani, si appresta a prendere in mano le redini del Paese in compagnia delle forze centriste secondo un copione già scritto. Qui si sta scherzando con il fuoco: se la competizione, partita con il piede giusto, quello di una vera gara, dovesse al secondo turno trasformarsi nell'ennesima ratifica di decisioni già prese a monte, si metterebbe a rischio la tenuta stessa del Partito democratico, ricacciandolo indietro ai tempi dei falliti governi di centrosinistra. In queste ore la rete è intasata dalle ironiche giustificazioni di quanti, non avendo partecipato al primo turno, intendono presentarsi ai seggi domenica prossima. Una giustificazione fra le tante (verosimile con i tempi che corrono) è quella di aver dovuto attendere il 26, giorno di paga, per poter uscire di casa (twitter).A noi dei comitati a sostegno di Laura Puppato, che nella nostra città di Trento ha ottenuto un significativo 6 % ( a dimostrazione che chi spera in un diverso modello di sviluppo non intende lasciare il campo ) interessava che i due candidati al ballottaggio si esprimessero sulle politiche ambientali per poi decidere per chi votare. Se viceversa, a differenza di ciò che avviene in tutti i sistemi a doppio turno, si vuol impedire a chi, e sono milioni di persone, avendo votato centrosinistra in passato, di fronte ad una competizione vera, hanno un ripensamento rispetto all'astensione e intendono far valere il proprio voto al ballottaggio, vengono meno i presupposti per una partecipazione al voto. Per chi ha a cuore le regole democratiche esistono delle precondizioni irrinunciabili ( come quella che, in assenza di modifiche al “Porcellum”le primarie sono d'obbligo per la scelta dei candidati alle elezioni politiche) senza il rispetto delle quali la non partecipazione al voto diventa una forma di difesa civile. Meditino pure in queste ore i saggi (purché non si limitino alle battute sui biglietti di viaggio come pezze giustificative dell'assenza al primo turno) ma non prendano decisioni tali da mettere a repentaglio lo straordinario risultato di partecipazione che si è avuto al primo turno. L'antica Roma insegna ai notabili che abusare della pazienza del popolo può avere serie conseguenze....
Vincenzo Calì

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