domenica 16 dicembre 2012

primarie in salsa trentina


Riprendendo la metafora calcistica utilizzata da  Alberto Faustini nell’editoriale di domenica scorsa sul "Trentino", potremmo dire che è sicuramente vero che alla squadra della sinistra, povera di titolari, Dellai ha prestato alcuni dei suoi: con quella robusta iniezione il PD ha potuto vincere la gara per il governo dell’autonomia. Ora che va in campo la sfida delle sfide, la gara a chi guiderà il governo del Paese negli anni della crisi, non ci si deve meravigliare se il governatore del Trentino, pronto ad entrare a centro campo per dare ossatura alla squadra del centrosinistra, trovandosi costretto a restare in panchina, reagisca aspramente prendendosela con il segretario del PD trentino, andando come suo carattere oltre misura, resuscitando così antiche polemiche (socialisti della Cattedra contro militanti operai). Per vincere la partita vera, le “secondarie”, come le ha chiamate un noto dirigente del PD, bisogna che nel Trentino alle primarie  per Camera e Senato scendano in campo, candidandosi, i titolari e non le riserve, onde evitare di perderle, le secondarie di fine febbraio. Dellai ha più volte dichiarato che intende giocare per una sola squadra, il centrosinistra, e che non tirerà mai il pallone nella propria porta. Bene, reclutiamolo, meglio per la Camera dove, se  anche una improvvisa amnesia dovesse portarlo a tirare sulla propria porta, il danno sarebbe irrilevante, visto il premio di maggioranza di cui godrà il governo Bersani in quel ramo del Parlamento. Non fu questa la profferta a Lorenzo Dellai del vicesegretario del PD Enrico Letta? Lo scenario attualmente determinatosi con le dimissioni del governo tecnico guidato da Mario Monti e il contemporaneo dissolversi come neve al sole del neocentrismo italico, spazzato via dal rientro nel campo di gioco del Presidente (calcisticamente parlando) Berlusconi, esige un centrocampo rinforzato della squadra che deve rappresentare “L’agenda Italia”, cioè il centrosinistra bersaniano. La garanzia che noi elettori del centrosinistra chiediamo, è che la squadra complessivamente intesa, fra Camera e Senato, non risulti composta da brocchi che pur avendo frequentato a lungo i campi di gioco, in fase conclusiva si comportino come il giovane Trapattoni, che ricordo a S. Siro campione nel mancare sistematicamente la porta. Nella sfida che ci aspetta non dobbiamo dimenticare che le squadre che si fronteggiano saranno composte per metà al femminile e che da questo punto di vista la capacità di reclutamento del centrosinistra si devono affinare, magari chiedendo ad alcune titolari di rinunciare alla partita provinciale per quella, ben più impegnativa, delle nazionali. Buone primarie a tutti.

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